Brexit vista da un libertario e residente in UK

giugno 12, 2016 19 Comments
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brexit-800x500Leggo da più parti nel piccolo mondo libertario che molti supportano l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea palesando un mondo migliore. Credo di avere le carte in regola per dire la mia opinione sulla Brexit: infatti sono un libertario e vivo nel Regno da più di dieci anni e questo è quello che ho da dire.

La mia opinione sulla Brexit è che, se potessi, voterei no al referendum. Non posso perché’ non sono suddito della Regina anche se ho contribuito per più di dieci anni alla ricchezza di questo paese come tutti gli altri, pagando i benefit anche a milioni di inglesi nullafacenti. Gli stessi che ora vorrebbero far uscire UK dall’UE. E questo è già il primo punto che vorrei discutere in dettaglio: Brexit ha risuscitato il nazionalismo più becero in queste isole, cosa che non si vedeva da decenni. Una delle cose che più mi ha affascinato della società inglese quando sono arrivato qua è che non importa quale colore/religione/etnia/nazionalità tu abbia, puoi sempre contribuire politicamente alla vita sociale e politica del Regno. Infatti posso votare in tutte le elezioni politiche ma mi è stato rifiutato il voto a questo referendum, nonostante sia coinvolto in primis nella decisione finale. Sono io, emigrato europeo, infatti a pagare le conseguenze più amare della decisione delle masse. L’intera campagna referendaria si è improntata tra il “noi” e “loro” tipicamente tribale. UK si è regredita ad essere un paese tribale come tutti gli altri. Di colpo non sono più un lavoratore, tax-payer, cittadino come tutti gli altri ma sono diventato l’ “altro”. Brexit ha portato alla superficie tanto razzismo, tribalismo e ignoranza che pensavamo fossero scomparsi in queste isole tempo addietro. E invece erano sempre qui nelle bocche di milioni di pikeys e chavs (che abbiamo nutrito con KFC con le nostre tasse), peasants, neofascisti o semplici middle-class che pensano più con le “guts” che con il cervello. Di colpo per uno su due in queste isole non sono più benvenuto. Questa regressione agli istinti tribali di base è assolutamente, inequivocabilmente ILLIBERTARIA. E non può fare altro che crescere.

Unione Europea: molti libertari vorrebbero la Brexit perché’ sarebbe una sorta di evento catartico capace di distruggere alle fondamenta l’Unione Europea, descritta dagli stessi libertari come un mostro burocratico sovrastatale. Let me tell you something: Brexit non significa meno UE, significa più stati nazionali. Sono una persona molto pragmatica e considero sempre il minore dei mali nelle mie scelte. E vi dico -ahimè chissà quanti nemici avrò dopo quello che sto per dire – che il sistema imperiale UE è meno peggio dello stato nazionale. OK, rimanete ancora in linea e vi spiego perché’. Non c’è alcun dubbio che l’Unione Europea (l’impero) sia un crogiuolo di burocrati, politici imbucati che guadagnano milioni all’anno, crony capitalist ecc. Tutto ciò che odiamo giusto? E non c’è alcun dubbio che l’integrazione avanzata europea (politica, militare ecc.) sia una notizia negativa. Ma, è esattamente quello che lo sono gli stati nazionali in piccolo, con la sola differenza che essendo dentro l’Unione i singoli parlamenti nazionali non possono prendere decisioni populiste, estremiste, illiberali senza che gli altri membri non ti denuncino per infrazione delle regole. L’Unione è una salvaguardia per derive autoritarie degli stati nazionali, promuove la diversità e l’inclusione, il rispetto dell’altro senza basarsi su concetti barbari di etnia, religione e nazionalità. Certo le leggi europee sono imperfette, certo ci sono molti compromessi da fare ma sono pur sempre discussioni in cui tutti i partner europei hanno una voce. E questo per la prima volta avviene in un contesto civile, senza l’uso di fucili e cannoni. Siamo passati dalla trincea ad un palazzo condominiale. Per quanto possiate odiare i condomini, vi posso assicurare che le trincee sono peggio. Ed è questa la natura degli imperi, essere dentro un condominio. In sostanza l’impero è meno peggio dello stato nazionale perché’ è policentrico, multiculturale, una economia aperta e senza dazi, senza confini fisici e mentali. Il contrario sono decine di piccoli staterelli nazionali ognuno che fa lo sgambetto all’altro. Ma il libertario dice: ma è proprio quello che il libertarismo ci insegna! Competizione, frammentazione ecc. Bullshit. Certo, se dopo la Brexit il mio mondo diventasse libertario ci metterei la firma, ma sappiamo bene che Brexit significa l’esatto contrario: politiche nazionalsocialiste a tutto spiano, protezionismo, crony capitalism ecc. E l’UE che si vendica contro il Regno con dazi, regolamentazioni, visa ecc. Unione Europea e Stato nazionale sono ambedue modelli ILLIBERTARI ma l’Unione è più libertaria. Ergo preferisco UK dentro l’UE.

Referendum: il sistema referendario è un sistema ILLIBERTARIO e criminale. In pratica dai la possibilità alle masse, alle folle di milioni di persone di votare su temi complessi che poi coinvolgono in prima persona gli individui. Masse contro individui. Nel caso della Brexit tra i 15 e i 20 milioni di persone decideranno della sorte di 65 milioni e indirettamente degli altri 450 milioni nel continente. Una minoranza che ha il potere di distruggere la vita della maggioranza di persone: tanto vale avere una dittatura, cioè una minoranza al potere che decide per tutti, anzi contro tutti gli altri. Non ho bisogno di ripetervi che la democrazia è ILLIBERTARIA, non è altro che il sistema mafioso traslato a livelli più alti, né più né meno: un gruppo minoritario ben organizzato che prende il potere e decide per la maggioranza delle persone. Davvero un libertario accoglierebbe con gioia un sistema decisionale in cui alcuni milioni di persone senza istruzione, ignoranti delle materie complesse di economia e geopolitica decidono della sorte di un intero continente? Perché’ molti di voi non siete qua a sorbirvi i dibattiti televisivi/radiofonici e i commenti dell’uomo qualunque di strada, non sapete cosa pensa l’elettore medio qui. C’è di tutto: dalla casalinga che vota Brexit perché’ pensa che Farage sia un bell’uomo, al 50enne conservatore che sogna l’impero britannico, dal chav in benefit che “Mate, I don’t give a shi’ abou’ those fuckin’ romanians!” al macellaio che pensa che l’Unione Europea gli stia rubando soldi e lavoro. Che siate pro o contro Brexit non potete non concordare con me che state dando il voto a gente del genere che vota di pancia e che lascia che i propri geni ancestrali comandino il proprio cervello.

Brexit sarà un disastro per tutti: se UK va via dall’UE cari italiani rimarrete con Francia e Germania e le loro politiche ultrasocialiste. Punto. Seguiranno Olanda e Danimarca. Praticamente il club dei paesi più liberali d’Europa. In quel momento, sì, avrete di che avere paura. Immaginatevi un intero continente amministrato con le politiche gaulliste francesi. Da brividi. UK quindi è una garanzia liberale (non libertaria) per l’intero continente.

Voto No-Brexit avrà risvolti libertari: ora pensate invece a questo, Brexit perde e UK rimane nell’UE. Lo spauracchio della disgregazione europea non può che fare bene all’Unione. Per paura che Brexit accada di nuovo in altri paesi l’Unione decide di cambiare strategia sull’integrazione politica e economica, UK dall’interno spinge per riforme di apertura economica e in contrasto con le politiche gaulliste francesi. In pratica l’Unione può diventare una confederazione come la Svizzera.

Last but not least: ma soprattutto la Brexit avrà un impatto sulla vita di tutti i giorni di circa 2.5 milioni di europei in UK e di 2.4 milioni di britannici in UE. 5 milioni di persone, le loro vite, le loro famiglie, i loro lavori, i loro sogni, tutto verrà messo in forse o peggio andrà tutto in fumo. 5 milioni di persone pagheranno amaramente per la malvagità di politici senza scrupoli, per l’ignoranza di decine di milioni di persone e per il ritorno ad ancestrali concetti di nazione e tribù. Se non siete sensibili ai temi economici abbiate almeno simpatie per chi si trova tra i due fuochi di una guerra senza senso.

 

19 Comments » 19 Responses to Brexit vista da un libertario e residente in UK

  1. Claudio on giugno 12, 2016 at 15:26

    Caro Fabristol dovresti avere inviato questo post a, che so, il Guardian o qualche altro giornale Britannico, di quelli che a giorni alterni passano articoli che sollecitano al Brexit.
    Io concordo sull’outcome che prevedi in caso di uscita della UK dalla EU, ma dissento su questi punti:
    a) la Danimarca non è nella categoria paesi liberali (salvo forse per il sesso libero …a patto di non avere spray al peperoncino);
    b) Tutto il concetto di imperialismo migliore dello statalismo in piccolo non regge. E’ solo un caso che oggi sia così in rapporto EU / Stati membri. Ma nei fatti è molto più difficile riformare/rivoluzionare un impero che non uno stato, specie se piccolo;
    c) Non concordo assolutamente sulla valutazione del Referendum. Il diritto a decidere è dei singoli: se tu lasci una compagnia di amici con cui non ti trovi influenzi la compagnia di amici, sulla base di questo sarebbe allora giusto negare il tuo diritto di andartene per i fatti tuoi? Io dico assolutamente di no!
    Per estensione ciò vale anche per le comunità.
    Dici che alla fine a decidere sono degli ignoranti? Eh va ben saran problemi loro, no? Tu come immigrato ne sei influenzato? Si, ma dovevi optare per non essere ospite in casa d’altri allora.

    In realtà quello che tu scarichi come responsabilità sul voto dei Britannici sono dei gravi problemi intrinsechi della EU e che accidentalmente sono proprio TRA gli stessi di cui i Britannici favorevoli al exit si sono stufati. Si, ci sono anche altre ragioni più nazionalistiche e assistenzialistiche-protezionistiche, ma in pratica ciò che ha scatenato il tutto è la petulante ingerenza della EU negli affari dei singoli Stati.
    La EU è una confederazione anomala. Le confederazioni in genere si fanno per mettere in comune le forze su cose in cui da soli non si sarebbe capaci di far fronte: la difesa e le strategie di difesa. A ruota di questo inevitabilmente si finisce per dover avere confini comuni (e difesi in comune), politica estera, sicurezza, e probabilmente moneta comuni oltre a libera circolazione dentro la confederazione. Invece tutte le materie locali restano locali. La Svizzera ci offre un ottimo esempio, anche storico della evoluzione di una confederazione.
    La EU invece è al rovescio: si occupa del diametro dei piselli e del colore dei taxi ma se ne fotte della politica estera e difesa comune.

  2. Gabriele Castelli on giugno 12, 2016 at 17:11

    Tu non sei un libertario.
    Sei uno che reputa che la popolazione sia composta fondamentalmente da idioti e non debba avere il diritto di decidere per se stessa.
    Sei uno che vorrebbe che gli Stati siano guidati da un’oligarchia di intellettuali perché loro sì che sanno cosa è meglio per tutti.

    Non sei diverso dai personaggini con tessera del PD che infestano le tv italiane.

  3. Fly101 on giugno 12, 2016 at 18:36

    “La EU invece è al rovescio: si occupa del diametro dei piselli e del colore dei taxi ma se ne fotte della politica estera e difesa comune.” Il numero di mischiate in questa frase è superiore al numero di parole usate per scriverla. Diverse delle cose elencate nella UE ci sono, e la parte di vero che c’è deriva dal fatto che gli stati membri, che questa UE purtroppo condizionano, sono il motivo principale della debolezza (non assenza) di questi aspetti. Poi si sovrappone la variabile geometria di tanti altri enti (come la NATO) che si occupano di alcune di queste cose, e che se non ci fossero forse avrebbero portato ad andare più rapidamente verso difesa e politica estera comuni, ma tanto abbiamo l’ombrello americano…

  4. Fabristol on giugno 12, 2016 at 18:43

    @ Claudio

    Guardian e’ pro-remain.
    1) la danimarca e’ uno dei paesi migliori in cui fare business insieme alla Svezia. Il modello scandinavo non e’ quel mito socialista che ci immaginiamo. Stesso errore di Sanders e altri socialisti: http://www.forbes.com/sites/timworstall/2015/10/16/memo-to-bernie-denmark-isnt-quite-what-you-think-it-is/#30cb6e6a7d81
    2) l’impero europeo ora e’ una sorta di confederazione, non e’ un megastato. I francesi e i tedeschi lo vorrebbero cosi ma non lo e’ ancora. Ergo, siamo ancora in tempo per fermarli, ma se UK e altri paesi escono siamo alla frutta. Al contrario negli stati piccoli o medi e’ piu’ facile che salga un governo autoritario. Dentro l’UE non sarebbe possibile.
    3) nel referendum non votano i singoli ma le masse. Per giunta non esiste quorum: significa che se vanno a votare in 2 solo uno avra’ deciso per gli altri 65 milioni. I dittatori hanno piu’ base elettorale e secondo il metro di giudizio secondo cui il “volere del popolo” e’ sopra ogni cosa allora ci siamo meritati i vari dittatorelli in passato.
    “Dici che alla fine a decidere sono degli ignoranti? Eh va ben saran problemi loro, no? Tu come immigrato ne sei influenzato? Si, ma dovevi optare per non essere ospite in casa d’altri allora.” Non sono problemi “loro”. Sono problemi di tutti compresi gli italiani che pensano di essere immuni dalla Brexit. Casa d’altri? Questa e’ casa MIA. L’ho comprata con il mio lavoro. Il fatto che sia nato in un altro pezzo di terra non mi rende diverso dal mio vicino di casa.

  5. Fabristol on giugno 12, 2016 at 18:47

    @ Gabriele
    dal tuo commento deduco che sia capitato di qui attraverso link di Facebook per caso e che non abbia compreso su cosa questo sito si basi. Il libertarismo, o libertarianism e’ una filosofia politica anarco-individualista. Siamo pro-market, non pro-crony capitalism. Fai una breve ricerca su google, preferibilmente in inglese e ti accorgerai che la frase “uno che vorrebbe che gli Stati siano guidati” e’ fuori luogo qui dentro. Hai preso un granchio, anzi un serpente (don’t tread on me)!
    Tu ne cede malis

  6. Fabrizio on giugno 12, 2016 at 19:33

    Come al solito i post di fabristol sono molto interessanti da leggere, anche se non si concorda pienamente con ciò che scrive. Però su i referendum bisognerebbe riflettere bene, prima di renderli legittimi, soprattutto quando si tratta di questioni “tecniche”, che non possono essere sempre affrontate dalle masse. Non parlo di quello della Brexit in particolare, ma di altri referendum più circoscritti, come quello sulle trivelle che c’è stato in italia qualche mese fa. Molte persone hanno utilizzato il referendum x votare contro Renzi ed il PD, mettendo in secondo piano il tema del referendum

  7. CARLO BUTTI on giugno 13, 2016 at 19:15

    Bravo Fabristol dieci e lode! Si vede che, essendo vissuto
    lontano dalla mefitica aria italica, sei immune dalla tara leghista ch’è il peccato originale di tanto libertarismo nostrano, ammanicato coi vari indipendentismi padani,veneti, catalani e chi più ne ha più ne metta: un ritorno alla barbarie,intriso di ideologie identitarie e di mitologie pseudo-storiche. Forse qualcuno pensa alla disgregazione dell’UE come qualcosa di simile al disfacimento del Sacro Romano Impero, da cui emersero gli Stati nazionali moderni e piccole comunità dinamiche e indipendenti come i liberi comuni in Italia e le città della lega anseatica. Un mondo felice? Ne ho seri dubbi, anche se non ho la minima intenzione di tessere l’elogio del feudalesimo medievale. Sia come sia, la disgregazione nazionalistica non porta a un sistema più libero; semmai, come giustamente tu dici, a nuove barriere non soltanto doganali, al ripudio dell'”altro”, alla dialettica amico-nemico ch’è il cardine del pensiero di Carl Schmitt, sdoganato in Italia da Gianfranco Miglio: il quale ultimo, guarda caso, è un’icona di quel libertarismo nostrano cui accennavo sopra…

  8. Claudio on giugno 13, 2016 at 21:10

    @Fabristol

    Forse non era chiaro, ma io non ho posto obiezioni sul fatto che in caso di uscita della UK l’Europa si polarizzi verso i modelli franco-tedeschi, sono pienamente consapevole che fino ad ora se c’era qualcosa che aveva la parola “libero” in Europa questo era gran merito dei Britannici.
    Però la mia obiezione era un altra, e forse mi sono spiegato male.
    Ciò che io obietto è la tua argomentazione secondo cui i Britannici dovrebbero essere responsabili per il socialismo imperante in Europa e che è dovuto principalmente a Francesi, Italiani, Spagnoli …insomma quasi tutti.
    E’ un po’ come a dire siccome la combriccola è di ubriaconi molesti allora devi restare con questi cattivi compagni per bilanciare le cose, è tua responsabilità impedire che siano ancor più molesti e ubriaconi: illogico.

    E NO, non è vero che al referendum votano “le masse”, al referendum votano i singoli, è il risultato che produce una sintesi di massa, è il risultato di tanti Si o tanti No che si sommano ma alla base si tratta di voto dei singoli.
    Il referendum, ovvero la democrazia, non è uno strumento perfetto, ma è il migliore compromesso che si conosca per cercare di rispettare la volontà della maggioranza di una comunità *per questioni che ineluttabilmente coinvolgono l’intera comunità*.
    E mi pare che una cosa come questa sia senza dubbio una cosa che riguarda tutta la comunità.
    Il quorum è un imbroglio, e l’assenza del quorum permette di tenere separati i votanti che non sanno dare un giudizio e si astengono così dal voto.
    Se il voto conta tanto allora ti informi e voti. Punto. Se pensi che a votare andranno dei lobotomizzati, allora solleciti altri che ritieni con la testa sulle spalle a votare. Punto.
    Dici che quella è casa tua? No! Dovevi chiedere di far parte di quella comunità, quindi ottenevi il diritto di voto, se non lo hai fatto non puoi pretendere nulla ora, almeno per decidere cose che coinvolgono quella comunità, non i tuoi beni personali.
    Se vince il Brexit non vengono a farti un esproprio, non ti vengono a toccare personalmente, al massimo possono chiederti di togliere il disturbo. Questo oggettivamente è un lato seccante della storia, ma per il momento non vedo alternative (e penso sia una situazione che durerà per almeno i prossimi mille anni tra le comunità umane). E’ il problema di comprare immobili su una terra su cui non hai alcun diritto.

    Dici che coinvolge il resto d’Europa? Si, la coinvolge, ma non ha diritto di decidere perché non è possibile costringere una comunità a stare con altre comunità in modo coatto. Questo si che sarebbe illiberale!
    I Britannici hanno il diritto di uscire (ed è specificato proprio nel trattato di Lisbona, a cui per assurdo tizi come Farage si opponeva), la EU ha il diritto di escludere la UK da qualsiasi benefit che comportava lo stare nella EU.

  9. Claudio on giugno 13, 2016 at 21:13

    @Fabrizio: mi sa che il tema delle trivelle è stato capito benissimo invece se si giudica dal numero (ridicolmente esiguo) di votanti.

  10. Luigi Menta on giugno 14, 2016 at 00:04

    L’Ue è solo il supporto economico alla Nato. La Nato è essenzialmente un’alleanza antirussa. L’Ue è il moderno Terzo Reich per come lo intendono gli anglosassoni che hanno permesso che si rimilitarizzasse in barba a Versailles, ovvero un enorme stato cuscinetto tra loro e la Russia.
    Gli Usa, economia di guerra perenne con un dictator a tempo al comando, non sono interessati a vincere le guerre ma a sabotare le economie. La Ue è il loro sabotaggio delle nazioni europee. Lo si è visto con le sanzioni alla Russia, che hanno danneggiato l’economia europea e non quella Usa, e che ci sono state imposte dagli Usa.
    L’Ue non è un impero ma solo un accrocco. Inoltre, gli inglesi non si sono mai voluti davvero integrare, perché per loro la Ue è funzionale, e non ideale.

  11. Kirbmarc on giugno 15, 2016 at 16:18

    L’articolo di Fabrizo è scritto molto bene, e si basa su alcune considerazioni che condivido, ma voglio fare un paio di appunti ad alcuni aspetti che, a mio avviso, non sono molto chiari:

    “Brexit ha risuscitato il nazionalismo più becero in queste isole, cosa che non si vedeva da decenni”

    Il nazionalismo becero c’è sempre stato, se non si vedeva è perché il Regno Unito ha delle leggi che censurano in pratica tante idee grazie al politicamente corretto e alle leggi contro l'”hate speech”. Leggi profondamente anti-libertarie.

    “L’Unione è una salvaguardia per derive autoritarie degli stati nazionali, promuove la diversità e l’inclusione, il rispetto dell’altro senza basarsi su concetti barbari di etnia, religione e nazionalità.

    Questa “promozione” spesso passa grazie a delle leggi speciali che limitano la libertà di parola. Certe comunità sono premiate dallo stato con delle “quote” e con delle leggi che impediscono la critica e le opinioni altrui. Ad esempio guai a toccare l’Islam, una religione autoritaria e liberticida, piena di movimenti (come i Wahabiti/Salafiti) che vogliono degli stati teocratici nelle loro comunità, anche in Europa. Si viene accusati di razzismo e incitamento all’odio, mente gli islamici possono minacciare di morte chiunque senza grosse conseguenze.

    Da libertario voglio la libertà di parola per tutti, pro e contro Islam, e non sono per le teocrazie, piccole o grandi che siano.

    “Ed è questa la natura degli imperi, essere dentro un condominio. In sostanza l’impero è meno peggio dello stato nazionale perché’ è policentrico, multiculturale, una economia aperta e senza dazi, senza confini fisici e mentali.”

    Questo sarebbe vero in un astratto impero lasco e quasi confederale. In pratica quello che succede è una spartizione delle quote e delle comunità, un mosaico di teocrazie e crony-capitalism locali.

    In più i dazi ci sono eccome: contro le merci cinesi, africane, etc. E visto che sono decise dal governo centrale si fa molta fatica a liberarsene.

    C’è una deriva autoritaria in tutta Europa e a tutti i livelli. Mi chiedo (e non credo ci siano risposte facili) se sia un male minore un grande mega-stato lasco che legifera poco o dei piccoli stati più facili da tenere sotto controllo e più inefficienti nell’applicare leggi liberticide date le loro risorse limitate.

    “Che siate pro o contro Brexit non potete non concordare con me che state dando il voto a gente del genere che vota di pancia e che lascia che i propri geni ancestrali comandino il proprio cervello.”

    Come esiste questa gente esiste anche chi vota pro-Europa per ragioni di pancia, per degli ideali di multiculturalismo sfrenato che assolve anche chi vuole delle teocrazie o campa di welfare altrui.

    Tu sei un’immigrato che lavora, un taxpayer, e posso capire che dal tuo punto di vista ti secchi essere paragonato da dei tax-consumer inglesi come i chav fancazzisti e obesi di essere un infiltrato, uno sfruttatore.

    Ciò non toglie che gli immigrati che si fanno mantenere dal welfare esistono, e spesso sono proprio quelli che vogliono la Sharia come legge dello stato e le lapidazioni delle adultere, che spesso non hanno lavoro e vivono come free riders proprio come i chav.

    La vera differenza è fra chi paga le tasse e chi dalle tasse è mantenuto. Purtroppo né la sinistra “multiculturale” né la destra pro-welfare per i “true British” sembrano capire questo semplicissimo concetto.

    “Per paura che Brexit accada di nuovo in altri paesi l’Unione decide di cambiare strategia sull’integrazione politica e economica, UK dall’interno spinge per riforme di apertura economica e in contrasto con le politiche gaulliste francesi. In pratica l’Unione può diventare una confederazione come la Svizzera.”

    Magari. Non ci credo molto. Credo che l’eventuale sconfitta della Brexit ci riporterà allo status quo ante referendum. E’ bello sognare di rivoluzioni libertarie ma gli statalisti raramente mollano l’osso.

    Semmai mi aspetto delle concessioni limitate alle varie nazioni per placare gli animi anti-europeisti.

    In sostanza: non mi piace la Brexit ma non mi piace nemmeno l’Europa, e fatico a capire quale sia il male minore.

  12. Claudio on giugno 16, 2016 at 11:39

    Condivido il commento di Kirbmarc, e propongo questa osservazione.

    «C’è una deriva autoritaria in tutta Europa e a tutti i livelli. Mi chiedo (e non credo ci siano risposte facili) se sia un male minore un grande mega-stato lasco che legifera poco o dei piccoli stati più facili da tenere sotto controllo e più inefficienti nell’applicare leggi liberticide date le loro risorse limitate.»

    Avere molti piccoli Stati perlomeno permette di avere competizione e differenziazione, al limite uno può anche sperare di fuggire in un altro Stato, come per es. accadeva durante la Guerra Fredda dove i dissidenti di Romania, Bulgaria, Polonia, ecc. fuggivano in Germania W. o in altri Stati. In un mega-stato dove scappi? Dov’è la competizione?

    Per via del risultato del referendum io penso che non accadrà nulla.
    a) Vince in Brexit, la EU troverà il modo di far entrare la UK nella EFTA (magari con qualche trucco per non farlo sembrare così e salvare la faccia a tutti), questo porterà a delle condizioni di obbligo ad accogliere i migranti Europei e un settlement sui migranti Britannici in EU, insomma una sorta di accordo bilaterale come con la Svizzera. Vantaggi per la UK? Potrà fare politica finanziaria come gli pare, anche finendo a rischio di black list in EU (come accaduto con la Svizzera). Svantaggi per la UK? Dovrà comunque rispettare le direttive del mercato unico ma non avrà possibilità di influenzarle. Brexit quindi conviene ai finanzieri, non al resto dell’economia.
    b) Perde il Brexit, in EU si sentiranno forti e sollevati, e andranno avanti con le “politiche di integrazione” come nulla fosse successo. L’idea che siano indotti a revisioni secondo me è bizzarra, conosco i politici abbastanza per poterlo dire con moderata sicurezza.

  13. Arch on giugno 19, 2016 at 12:53

    Condivido in parte.

    Una UE senza UK sarebbe terribile perché andrebbe verso la definitiva deriva sovietica, per l’Italia è meglio che vinca il remain. Penso che il UK debba salvare l’Europa dall’euro-follia così come anni fa ha salvato l’Europa dal nazismo. Lo può fare solo stando dentro la UE.

    Invece non vedo perché un UK più indipendente dovrebbe andare necessariamente verso una deriva populista, illiberale, protezionista e socialista, dato che storicamente il Regno Unito ha avversato quelle politiche contrariamente alla UE (l’imposizione delle stesse politiche di bilancio alla zona € è un esempio, ancora peggio sarebbe l’armonizzazione fiscale). Più indipendenza gli darebbe semplicemente più responsabilità per il proprio futuro.
    Ad ogni caso è del tutto velleitario pensare che gli eurosauri imparino la lezione, basta leggere cosa ha detto il solito prepotente Monti, che sia dannato.

    Il referendum non lo vedo per forza come qualcosa di negativo, qualsiasi altro governo mondiale avrebbe portato i carri armati in regioni separatiste come la Scozia. I governi italiani non concederanno mai il referendum al Veneto, e per la Sardegna non si pone il problema perché i molti parassiti vogliono continuare ad essere tali, è più semplice per loro vivere da schiavi.

    ps: i nord irlandesi andranno a votare, perché si dice “brexit” e non “UKexit” ?

  14. Fabristol on giugno 21, 2016 at 17:19

    Scusate eccomi di ritorno (ero in viaggio con l’eurostar tra UK e Francia, che dalla settimana prossima potrebbe rivelarsi piu’ lungo e costoso).

    @Claudio
    “E NO, non è vero che al referendum votano “le masse”, al referendum votano i singoli, è il risultato che produce una sintesi di massa, è il risultato di tanti Si o tanti No che si sommano ma alla base si tratta di voto dei singoli.
    Il referendum, ovvero la democrazia, non è uno strumento perfetto, ma è il migliore compromesso che si conosca per cercare di rispettare la volontà della maggioranza di una comunità *per questioni che ineluttabilmente coinvolgono l’intera comunità*.”

    Superdisaccordo su questo punto. Il libertario combatte una sola guerra ed e’ quella tra se stesso e le masse che vogliono imporgli cosa fare. Punto. la Maggioranza e’ una dittatura tanto quanto la minoranza, anzi perfino peggiore in certe occasioni. La democrazie non e’ lo strumento migliore per una comunita’, altrimenti non avrei fondato un sito di libertarismo e avrei fondato un partito libertario. Se pensi che la democrazia sia il meno peggio hai sbagliato sito e stai confondendo l’anarcoindividualismo con il liberalismo classico. Qui siamo anarchici individualisti promarket, chiaro?

    (e per rincarare la dose mi rompe dover fare la solita reductio ad hitlerum ma pochi sanno che il referendum e’ uno strumento vietato dalla costituzione tedesca se non in due casi (costituzione e cambio federalismo) per un semplice motivo: hitler uso’ 4 referendum per consolidare il suo potere in Germania. E questo vi basti a far capire che sono le masse ad eleggere i macellai al governo)

    “Dici che quella è casa tua? No! Dovevi chiedere di far parte di quella comunità, quindi ottenevi il diritto di voto, se non lo hai fatto non puoi pretendere nulla ora, almeno per decidere cose che coinvolgono quella comunità, non i tuoi beni personali.
    Se vince il Brexit non vengono a farti un esproprio, non ti vengono a toccare personalmente, al massimo possono chiederti di togliere il disturbo. ”

    No perche’ il non voto agli europei e’ una eccezione alla regola che si sono inventati per questo referendum. Si sono inventati pure che i cittadini del commonwealth possano votare. Si arriva all’assurdo che un indiano di un villagio sperduto del Gujarat che non parla una parola di inglese ma ha ricevuto il permesso di lavorare in UK da 6 mesi voti e io che ci sono stato da 11 anni no.
    Brexit mi fa un esproprio perche’ mi fa perdere il mio lavoro, mi aumenta le tasse (quindi mi espropria di due cose importantissime che mi sono guadagnato in anni di lavoro) e mi espropria delal liberta’ di muovermi per il continente. Claudio hai una visione molto superficiale della vita di un emigrato. Mi piacerebbe vedere la tua faccia se qualcuno del tuo villaggio fa un referendum e decide che tutti quelli che hanno il nome che incomincia con la C devono levare il disturbo. Voglio proprio vederrla quella faccia. Voglio vedere se il tuo sacro referendum sia uno strumento cosi’ intoccabile per te.

  15. Claudio on giugno 22, 2016 at 11:04

    Dici che non sono libertario? Nessun problema, le etichette non mi interessano e non hanno colla idonea ad attaccarsi su di me, la cosa non mi scalfisce minimamente.
    Io resto dell’idea ferrea che per le questioni ineluttabilmente comuni di una comunità, ovvero di una società di persone, non vi sia altro mezzo che l’uso della democrazia come miglior compromesso ad una situazione comunque insoddisfacente.

    Questo significa che se il voto è orientato a toccare l’individualità questo non è accettabile. E il mio appunto era generale perché tu avevi espresso la cosa in forma generale, non nello specifico caso che invece sembra violare questa precondizione.

    Ora nello specifico, tu sei lì da 11 anni, ma hai mai chiesto di far parte di quella comunità? No, evidentemente, altrimenti anche tu avresti il diritto di voto.
    Sempre restando nello specifico caso, da quanto avevo letto non viene tolto il lavoro, non vengono aumentate le tasse (a te).
    Sulla libertà di muoverti per il continente è lo stesso problema di muoversi per il resto del mondo. Questa presunta libertà è una fantasia, perché non puoi asserire tale libertà di movimento se questo muoversi include la possibilità di passare per i territori altrui. E nota bene, che in linea di principio considero la Terra (quindi anche la sua superficie) una risorsa naturale che nessun umano può pretendere di avere in proprietà, perché tale proprietà non sarebbe giustificata salvo non vi abbia fatto qualcosa di concreto sopra, tipo costruirci città e mettere dei confini.

    Sulla mia visione della vita di un emigrato è ovviamente superficiale: non sono un emigrato, non almeno nei termini tuoi.

  16. Spago on giugno 23, 2016 at 12:22

    https://nico.liberty.me/the-eu-is-the-wrong-tool-to-defeat-nationalism/

    Io ho trovato interessante questo articolo in proposito.. Mi sembra che in parte consideri proprio le tue obiezioni..

  17. Claudio on giugno 23, 2016 at 16:46

    From that article: “that prevents the currently existing tax competition.”
    Actually there is no tax competition at all! VAT rates are “harmonized”, just the first step.

  18. spago on giugno 23, 2016 at 17:28

    La pressione fiscale è diversa tra gli Stati.. ma come dice l’articolo alla fine l’Europa sopprimerà anche queste differenze

  19. cachorroquente@yahoo.it on giugno 26, 2016 at 17:16

    @ Kirbmarc: ‘Ciò non toglie che gli immigrati che si fanno mantenere dal welfare esistono, e spesso sono proprio quelli che vogliono la Sharia come legge dello stato e le lapidazioni delle adultere, che spesso non hanno lavoro e vivono come free riders proprio come i chav.’

    Scusa ma gli immigrati che vogliono la sharia non penso vengano dall’Unione Europea. Se il Regno Unito volesse espellerli* nessuno potrebbe dire niente. Gli immigrati comunitari, est-europei e sud-europei soprattutto (quindi anche noi) contribuiscono in tasse molto più di quanto prendando di welfare (a differenza delle centinaia di migliaia di inglesi in Spagna, in buona parte pensionati che non parlano una parola di spagnolo). Sono infermieri, operai, idraulici, medici, ricercatori, camerieri, cuochi, creativi, imprenditori, addetti alle pulizie, statisticamente giovani e sani.

    * quelli che non sono cittadini inglesi, intendo. Cioè la maggior parte probabilmente. Mica dico che non sia un problema, ma che c’azzecca l’EU e l’immigrazione?

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