Salvare la civiltà occidentale una legge dietro l’altra

agosto 22, 2016 2 Comments
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Dal 1. Luglio 2016 in Ticino è entrata in vigore la cosiddetta “legge anti-burqa”, ossia, più precisamente, è vietato dissimulare il volto in luoghi pubblici. Insomma, una di quelle leggi puttanata colossale che servono a far sentire bene il popolino. Di donne con il burqa in Ticino non ce ne sono, al massimo qualche turista dai paesi arabi. Subito l’UDC (partito di destra a volte pro-mercato ma più spesso tradizionalista/xenofobo/protezionista) ha rilanciato e adesso stanno raccogliendo le firme per un’iniziativa popolare per vietare il burqa a livello nazionale.
Nota per chi conosce un po’ la Svizzera: che l’UDC continui a lanciare iniziative a livello nazionale (o sia la forza maggiore dietro i comitati referendari) infischiandosene dei desideri dei singoli comuni e cantoni è la cartina di tornasole del tanto sbandierato quanto falso attaccamento al principio federalista dell’UDC. Il vero federalista, tipo me (modestamente), odia i referendum/iniziative popolari nazionali che schiacciano la volontà locale.

Da diversi giorni, come saprete se non vivete in mezzo al deserto del Gobi, c’è questo dibattito estivo sul burqini. Ho letto di tutto ma le conclusioni che ne ho tratto sono le stesse che ho tratto dalla questione qua sopra, della legge anti-burqa: smettetela di cercare di salvare la civiltà occidentale a suon di leggi ridicole. Sul serio, basta, vi state rendendo ridicoli.

Non amo molto le religioni e nello specifico non amo per niente la religione islamica. Non ho nessuna vergogna a chiamarmi “islamofobo” perché oggi l’interpretazione dell’Islam che va per la maggiore è quanto di più oscurantista e illiberale possa esserci. Il mio sostegno va a tutte quelle persone, e ce ne sono, che coraggiosamente cercano di portare avanti una versione “moderna” dell’Islam. Quando l’Islam uscirà dal medioevo non mi sentirò più “islamofobo”.

Devo essere onesto e trasparente, soprattutto con me stesso: la mia pancia sente un brivido di appagamento quando leggo notizie riguardo divieti di simboli di oppressione islamica. Passato il fugace godimento, la testa riprende a comandare e, no, mi rendo conto che non saranno queste illusorie scorciatoie leguleie a liberare dall’oppressione la donna islamica. Come tutti i proibizionismi, pensare di salvare le donne con una legge che vieti a queste donne di indossare particolari vestiti è semplice wishful thinking, una pia illusione. L’unico risultato è che queste donne non andranno neanche più in spiaggia; la loro libertà sarà ancora più ridotta. In caso ci siano donne non costrette dai mariti/padri/maschi dominanti che volontariamente (qualunque cosa questo possa significare) si sentono vicino alla divinità indossando palandrani, in questo caso dunque affari loro: non vedo perché dovrei vietare l’automasochismo.

Se invece lo scopo della legge è quello di preservare “i nostri valori” allora dobbiamo capire cosa intendiamo. Molti con “i nostri valori” intendono qualcosa tipo la religione cristiana e due o tre filosofi greci. Io invece intendo la libertà dell’individuo, ossia il più grande successo della civiltà occidentale (prodotto della religione cristiana e due o tre filosofi greci? argomento infinito). Se vogliamo che gli individui nelle nostre società occidentali siano liberi di autodeterminarsi servono fondamenta solide. Serve che si dica chiaramente e senza paura di passare per “razzisti” o “islamofobi” che la versione dell’Islam che impone vestiti torturatori alle donne è semplicemente inumana, anti-umana. Essere contrari a mille leggi e leggine che vogliono codificare tutto ma, perbacco/cristosanto, non andare a braccetto con personaggi in confronto ai quali Adinolfi è un moderato. E sì, parlo con voi amici progressisti/di sinistra: vi ricordo che la religione è l’oppio dei popoli, anche se viene professata dai “poveri del mondo”, dai “bboveri negri”; uscite dal vostro terzomondismo ridicolo e pericoloso, sarebbe anche ora. Scegliere interlocutori che non abbiano l’orologio interno settato al VII secolo aiuterebbe anche molto. Se tu partito/istituzione spingi personaggi “discutibili”, dai loro forza anche all’interno delle loro comunità indebolendo le voci più ragionevoli. Come stracazzo ti viene in mente, PD milanese, di candidare e far eleggere una fondamentalista velata dell’UCOII? Tanto per fare un esempio concreto. Favorire un ambiente nel quale la donna che si sente oppressa abbia la possibilità di uscire in sicurezza dall’armadio nel quale è stata rinchiusa; ma se indichiamo come rappresentanti di quelle comunità quelle persone che favoriscono la chiusura nell’armadio, che messaggio diamo?

Ridere, prendere in giro ed essere blasfemi. Non permettere mai, nemmeno un attimo, che un barbuto imam si possa anche solo sentire giustificato nel dire che certe cose non andrebbero detto/fatte/disegnate. Liberi loro di essere dei cavernicoli, libero io di prenderli in giro.

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2 Comments » 2 Responses to Salvare la civiltà occidentale una legge dietro l’altra

  1. Fabristol on agosto 23, 2016 at 20:30

    Tra l’altro questo si ritorcera’ contro perché quando un governo islamico o terzomondista di sinistra compiacente salirà al potere useranno gli stessi metodi per imporre il velo. E questi potranno godere del precedente della legge antiburqa.

  2. Kirbmarc on agosto 31, 2016 at 15:39

    Ottimo articolo. La proibizione dei burkini è una mossa elettorale, una soluzione semplicistica a un problema complesso come l’islam politico fatta per ottenere facili consensi.

    Tuttavia, come fa notare Lu, il problema dell’Islam politico esiste, perché nell’Islam politica e religione sono la stessa cosa e le idee sulla libertà dell’individuo sono confinate ai pochi “innovatori” che sono quattro gatti come noi libertari.

    Il problema è che le strutture illiberali dei nostri stati permettono all’islam politico di sfruttare le stesse leggine e scorciatoie da legulei che sono usate da altri contro di loro.

    Inoltre la sinistra, in una deriva suicida, ha deciso che l’islam è la religione dei poveri oppressi e promuove gente che è l’equivalente islamico di Francisco Franco o di Augusto Pinochet solo perché si oppongono all'”imperialismo americano”.

    Gli “utili idioti” della sinistra pro-islamica dovrebbero ricordarsi di quello che successe ai comunisti che aiutarono Khomeini a salire al potere: vennero tutti messi al muro subito dopo la rivoluzione.

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