Ci aspettano tempi bui

gennaio 28, 2017 11 Comments
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Che dire? Speravamo un po’ tutti che le esternazioni quotidiane di Trump fossero solo espedienti utili per vincere l’elezione. Perfino quelli vicino a lui cercavano di giustificare o contestualizzare ogni sua pazza idea. E invece ci dobbiamo ricredere e constatare con amarezza e disgusto che le cose che Trump aveva detto di voler fare le sta facendo per davvero. E le sta facendo non solo contro i gruppi e minoranze che nominalmente sta pensando di attaccare ma anche e soprattutto contro l’intera popolazione americana e oltre confine.

Muro: Quando Trump vuole imporre dazi al 20% per i prodotti messicani per pagare il muro pensa di far del male all’economia messicana ma non si rende conto che quelli che ne soffriranno saranno anche gli americani che si ritroveranno una tassa occulta su migliaia di prodotti. Una decisione stupida e dalle implicazioni negative su tutti i livelli. Il muro aumentera’ il potere dei gruppi criminali che trasportano illegalmentei messicani oltreconfine per esempio. Il muro non li fermera’di certo, anzi con l’idea del dazio al 20% molte compagnie chiuderanno i battenti in Messico e questo non fara’ altro che produrre una massa enorme di messicani che faranno di tutto per passare il confine. Se Trump avesse voluto veramente fermare il flusso immigratorio dal Messico avrebbe dovuto fare esattamente il contrario, ovvero delocalizzare molta piu’ manifattura in Messico per aumentare l’occupazione e ricchezza dei lavoratori messicani e disicentivare il flusso migratorio. Ma di economia il magnate pare non capirci una cippa.

Stop accesso da 7 paesi: Trump da bravo neofascista ha l’attitudine a minacciare e punire i gruppi invece che gli individui. Lo abbiamo visto col Messico, col giornalismo in generale e ora con 7 paesi che a suo dire rappresentano una minaccia terroristica agli USA: Libia, Iraq, Iran, Siria, Somalia, Sudan e Yemen. Tutti paesi che guarda caso sono stati bombardati e distrutti dagli stessi USA (a parte Iran che e’ stato “bombardato” con embargo e isolamento). Gli USA creano il caos, si macchiano di crimini di guerra e genocidi, distruggono infrastrutture e poi decidono di chiudere i battenti lavandosene le mani. E lo fa, ironia della sorte, nominando l’11 Settembre come esempio. Peccato che la maggior parte degli attentatori delle Torri Gemelle erano sauditi e che il 99% del terrorismo internazionale jihadista sia finanziato dal wahabismo di stato saudita. Eppure l’ Arabia Saudita e il Qatar non sono nella lista. Nella lista ci sono le vittime del terrorismo, di Stato americano prima e jihadista saudita poi. Oltre al danno la beffa.

Ritorno della tortura: la tortura e soprattutto il waterboarding furono delle macchie indelebili dell’amministrazione Bush. Pensavamo di essercela lasciata alle spalle ma pare che Trump sia un grande estimatore dei metodi dell’Inquisizione e che voglia reintrodurla.

Chelsea Manning: non ho parole a parte “disgusto” per commentare un’altra notizia che riguarda Chelsea Manning, la cui pena e’ stata ridotta  da 35 a 7 anni. Trump la ha descritta come una traditrice della patria che sarebbe dovuta rimanere a marcire in prigione a vita. E’ stato ampiamente provato che i leaks procurati da Manning non abbiano causato nessuna morte collaterale ma anzi abbiano aiutato a denunciare i crimini di guerra di cui gli USA si sono macchiati durante le guerre in Iraq e Afghanistan. In un paese ch si considera libero e democratico i whistleblower vengono premiati e protetti, non rinchiusi in cella. Chelsea Manning e’ forse la persona piu’ patriottica che sia mai esistita nella storia degli USA perche’ ha coscientemente rinunciato alla propria liberta’ pur di smascherare il marcio del proprio paese.

Come libertari non dobbiamo condonare nessun comportamento o politica di Trump solo per il fatto che ha eliminato l’Obamacare o il TPP. Ci sono sempre politiche positive e negative in qualsiasi amministrazione. Ma dobbiamo essere lucidi e determinati nel denunciare tutti i crimini contro le liberta’ fondamentali, la dignita’ umana, delle minoranze ecc. Questi crimini sono piu’ gravi di quelli conro la proprieta’ perche’ attentano alla vita, all’integrita’ morale e fisica degli individui. Rubo le parole a Steve Horwitz prese da questo bellissimo post:

“Freeing up the global movement of goods, services, and people is the single most valuable thing we could do to reduce global poverty and improve the lives of billions. The lost opportunities to do so that will come from raising trade and immigration barriers represent a welfare loss far greater than the gains that would come (if they even happen) from marginal cuts in taxes or regulation. […] A small tax cut, or freezing the minimum wage are, in my view, an order of magnitude less morally important than authorizing torture, suggesting Muslim registries, closing the border to refugees, ignoring the Constitution and the rule of law, revving up the US war machine, trying to muzzle the media, building a wall, undoing decades of peace and prosperity-enhancing global trade, threatening to send troops to Chicago, and so forth.”

Siamo sempre contro il prossimo presidente di qualsiasi stato e dopo Barack Obama ora siamo contro Donald Trump. Ci aspettano tempi bui. Vi lascio con le parole di Jeffrey Tucker, un faro di luce nella notte piu’ buia:

“So confused is this administration’s agenda that many people are wondering how we should position ourselves, whether we should cheer Trump or condemn him, become his fans or swing into opposition, defend him against enemies or become his enemies. Another path — and it’s not easy in a hugely partisan political environment — is to stay independent, think clearly, watch carefully, adhere to principle, speak fearlessly, praise when good things happen and oppose when bad things happen, tell the truth as you see it, and otherwise be ever vigilant in defense of rights and liberties, yours and everyone’s. To be steadfast and honest in these times is the height of political virtue.”

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11 Comments » 11 Responses to Ci aspettano tempi bui

  1. fabrizio scatena on gennaio 30, 2017 at 10:47

    Non capisco una cosa, ma voi come libertari vedete di buon occhio alcune misure di welfare adottate dai governi americani? (ad esempio la riforma sanitaria voluta da Obama)

  2. William on gennaio 30, 2017 at 13:07

    @ fabrizio scatena Dipende dalla corrente libertaria, per esempio Hayek credeva, e lo ha scritto in “The road to Serfdom” che lo stato debba creare un “safety net” per garantire i minimi per la sostentazione. Vi è una corrente libertaria attuale crede nel “basic income guarantee”. Per gli anarco capitalisti l’unico welfare buono è quello fornito da volontariamente da individui.

    @fabristol Grazie per il bel articolo concordo su tutto, non per niente avevo votato per Gary Johnson

  3. Fabristol on gennaio 30, 2017 at 14:03

    @fabrizio

    Direi di no. Tra l’altro Obamacare è un pasticcio perfino per gli standard socialisti.

  4. Fabrizio Scatena on gennaio 30, 2017 at 14:35

    Grazie per le vostre risposte.
    Personalmente l’unica corrente che mi appare “realistica”, tra quelle che conosco nell’ambito del pensiero libertario, e’ il miniarchismo.
    Le altre mi sembrano troppo “astratte”, ma molto stimolanti sul piano intellettuale.

  5. Dino Sgura on gennaio 31, 2017 at 13:58

    Ron Paul l’aveva detto, aveva previsto tutto come sempre, Donald Trump non può e non potrà essere la soluzione, sarà semplicemente una svolta autoritaria; però da libertario sono ancora troppo contento, veder perdere quella stronza con tutto il partito della guerra e feccia varia dietro di lei.

  6. fabrizio scatena on febbraio 3, 2017 at 12:47

    @Dino in effetti Ron Paul mi sembra un buon politico. Ebbi modo di conoscerlo dalla stampa durante le presidenziali del 2012.
    Secondo me incarna molto bene lo spirito originario dell’America: liberta’ individuale, ricerca della felicita’e realizzazione personale tramite il duro lavoro, autonomia dai poteri centrali.

    Se ha modo le consiglio di leggere la parte iniziale di “Colletti bianchi”, un classico della sociologia nordamericana scritto da Wright Mills. Nel libro si descrive magistralmente lo sviluppo del capitalismo americano e delle grandi aziende, che in parte hanno inghiottito la figura del piccolo imprenditore americano, che incarnava molti dei valori riproposti da Ron Paul.

  7. William on febbraio 3, 2017 at 12:57

    Concordo con le valutazioni su Ron Paul che ormai è tornato a fare il medico, non si è ricandidato nelle elezioni del 2012.

    Consiglio di seguire il sito http://ronpaulinstitute.org dove pubblica articoli settimanali.

  8. cachorroquente on febbraio 6, 2017 at 10:11

    Domanda assolutamente non retorica: come mai da libertario sei favorevole all’uscita dal TPP?

    Ammetto di non sapere benissimo cosa prevedesse da un punto di vista strettamente economico, da quello strategico mi sembra un po’ controproducente cassarlo perché aumenta l’influenza cinese sui paesi del pacifico.

  9. Fabristol on febbraio 8, 2017 at 19:43

    @cachorro
    C’è una differenza enorme tra free trade e accordo tra Stati. Un accordo tra Stati è un gruppo di potenti che insieme ai grandi capitalisti si accordano sulle tariffe e sulle regole. Free trade è niente tariffe e niente regole. TTP è protezionismo applicato non ad uno ma a più stati. È una mossa politica per eliminare alcuni paesi non inclusiva. Infatti il TTP è uno strumento di guerra commerciale come l’embargo. In effetti è un embargo a Cina e russia per escluderli. Protezionismo a livello transnazionale. In un free trade world non esiste competizione tra paesi. Se l’economia cinese vola è un bene per tutti. A parte per i crony capitalisti ovviamente cioE’ i veri burattinai dietro a questi accordi.

  10. cachorroquente on febbraio 8, 2017 at 22:30

    OK… però l’intento (almeno dichiarato) di Trump era esattamente l’opposto, cioè proteggere le aziende americane dalla competizione asiatica e (non si sa bene come) fare la guerra commerciale alla Cina.

  11. Fabrizio Scatena on febbraio 9, 2017 at 14:32

    Non vedo come si possa fare la guerra commerciale ad una Paese (La Cina) che detiene gran parte del tuo debito (debito USA). Sarebbe più saggio costruire una buona e “lungimirante” partnership invece.

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