Perché non dico mai di essere un libertario

maggio 22, 2017 7 Comments
By

Ogni tanto nella vita virtuale di internet incontri qualcuno le cui parole o ragionamenti ti sembrano familiari. Come se la sua mente e la tua entrino in sincronizzazione, sulle stesse lunghezze d’onde. Quando accade sai di essere di fronte ad un libertario. E su internet non ci vuole molto a farlo ammettere. Su internet siamo tutti anonimi e portiamo la maschera. Ma nella vita reale? Nella vita reale penso di essermi trovato di fronte ad un paio di libertari, ma non ho mai avuto il coraggio di chiederlo né loro hanno chiesto a me. Perché? E perché i libertari non lo dicono ai quattro venti come fanno comunisti, fascisti (ormai estrema destra è totalmente sdoganata) e grillini?

Ci sono alcuni motivi per cui una persona non decida di rivelare la propria appartenenza politica/filosofica/religiosa: 1. vergogna; 2. paura di essere giudicato e ostracizzato. Eppure esiste un altro motivo che credo molti libertari condividano: non si ha tempo o voglia di spiegare cosa è il libertarismo. Le occasioni per fraintendimenti sono così tante che non ne vale la pena di sprecare tempo in discussioni che non andranno da nessuna parte. Se dovessi spiegare a tutti quelli che incontro cosa ne penso del mondo non avrei più tempo per altro e avrei meno amici di sicuro. Per un comunista è facile, basta dire qualche slogan e la gente, anche se contraria alle tue idee, comunque ti ignora o ci ride su. Tutti abbiamo un amico o parente che ad una cena o durante una gita si mette a parlare di Trotskij o il Che. Ma il punto è che non esiste alcun fraintendimento in quel tipo di conversazione: il comunista non deve stare lì, mano a dizionario, a spiegare il significato di termini, correnti, storia, grandi sistemi morali. O meglio forse lo facevano 100 anni fa ma oggi il loro sistema filosofico è completamente sdoganato (e negli ultimi anni quasi estinto) che non ve ne è bisogno. Nel caso di un libertario per prima cosa a seconda dell’interlocutore si rischia o di essere tacciato come comunista o fascista. Quando si supera il primo scoglio poi bisogna vedersela con il problema morale dello Stato, tassazione, contratto sociale inesistente, antiguerra, anticrony capitalism, astrusi nomi di pensatori austriaci ecc. Insomma una giungla di “spiegoni” di immani proporzioni, da far cadere le braccia. Ed ecco perché evito sempre di rivelare il mio pensiero nella vita reale e non dico mai di essere un libertario. Nel migliore dei casi la persona di fronte a me ha capito il dieci per cento di quello che penso, nel peggiore mi eviterà a vita.

Nel mio caso è anche una questione caratteriale: rimango sempre sorpreso quando qualcuno che hai appena conosciuto si mette a parlare di politica, come alla fermata del bus o appena incontrato ad una festa. Perché dovrei rivelare le mie idee al primo che passa soprattutto quando so che quelle idee verrebbero fraintese o non comprese? Credo che quel tipo di persone lo faccia più per sfida, per provocazione che per vero senso di curiosità intellettuale. Infatti quelli che lo fanno in genere hanno idee radicali che sanno potrebbero offendere o shockare il prossimo; anche se purtroppo devo dire ci sono sempre meno offesi e shockati: ormai alla fermata del bus chiunque parli apertamente contro immigrati per esempio, viene immediatamente seguito da un coro unanime di approvazione.

Insomma non sara’ il modo migliore di trasmettere il nostro pensiero ma almeno possiamo mantenere una vita quotidiana senza stress e fraintendimenti, un po’ come i carbonari o i massoni di un tempo. Per il resto c’é internet.

 

 

Tags: ,

7 Comments » 7 Responses to Perché non dico mai di essere un libertario

  1. fabrizio scatena on maggio 22, 2017 at 09:51

    Concordo con questa scelta di non esternare troppo il prorprio credo politico, libertario o affine, soprattutto in quei sistemi sociali dove la ricezione sarebbe piu’ problematica, perche’ poco noto.

    Meglio approfondire il discorso quando si incontra qualche interlocutore che ha le basi per parlarne, evitando opere di “evangelizzazione” delle masse. Anche perche’ sarebbe contrario allo spirito libertario 🙂

  2. Cesare on maggio 22, 2017 at 21:50

    Capisco e condivido. Troppo difficile spiegare e ancora più difficile per l’interlocutore capire, ma allo stesso tempo penso sia un errore. Tale modo di non proporsi ci costringe a sottostare passivamente ad un sistema che non appartiene senza far nulla per tentare di cambiarlo.

  3. Angelo on maggio 22, 2017 at 22:38

    Sono gli stessi motivi per cui io non dico mai a vanvera di essere un comunista, o meglio, un attivista di Lotta Comunista. Non l’ho mai detto qui anche se da più di tre anni leggo i vostri articoli. Non ho mai scritto commenti e se lo faccio ora è per spiegare qualcosa che potrebbe esservi utile. Non si può brevettare una parola. Succede che “comunista” lo usino cani e porci a loro piacimento, è normale. Ora non starò qui a spiegarvi le idee del mio partito, non è il luogo adatto per quanto vi stimi e vi ritenga persone degne per un confronto dialettico. Sono affatto d’accordo con l’articolo… il Libertarismo non è un argomento da bar o da scompartimento del treno. Meglio parlarne solo nei luoghi adatti con le persone adatte, o almeno con persone che per loro sceta accettino il confronto.
    Esistono ancora dei comunisti seri (non dico veri perchè sarei ridicolo) slegati dal parlamentarismo e hanno fondato un partito, ci sono circoli in molte città italiane e ogni mese viene pubblicato un giornale diffuso solo porta a porta. Se volete saperne di più andate in un circolo operaio e chiedete, parlate con gli attivisti.
    Complimenti per il sito (un’oasi di buonsenso).

  4. fabrizio scatena on maggio 23, 2017 at 08:56

    Io Angelo vi conosco, e so qual’e’ il livello teorico e organizzativo del vostro partito. Stratosferico.
    Ma tu sai meglio di me, che voi invitate le persone per farle avvicinare al vero marxismo, e poi selezionate gli interlocutori piu ‘adatti, con cui iniziare un percorso progettuale di studio e pratica.

    Ma il marxismo come corrente di pensiero, rispetto al libertarismo, e’ molto piu’ diffuso nelle coscienze. Non e’ un caso se di Marx si parla nei programmi didattici delle scuole e Universita’ di diverso grado.

    Al libertarismo ci devi invece arrivare percorrendo strade meno battute.

  5. Fabristol on maggio 24, 2017 at 12:40

    Caro Angelo,

    grazie mille per il tuo commento e per i complimenti. Sono molto apprezzati soprattutto da chi libertario non e’. In passato tra i commenti abbiamo anceh discusso dei punti d’incontro con il sistema filosofico comunista. Per esempio molti degli argomenti contro il capitalismo industriale sono anche nostri, nel senso che anche noi siamo contro il grande capitalismo aiutato dai governi amici, anche detto crony capitalism. Infatto non siamo pro-capitalism ma pro-freemarket che sono due cose diverse. Sulla teoria del lavoro invece e’ tutto un altro discorso.. 😉

  6. Angelo on maggio 24, 2017 at 22:50

    Il primo articolo che ho letto in questo sito è stato <> (giugno 2013). Non ricordo come ci sono arrivato, cercavo notizie sulle imprese cinesi di Addis Abeba. Una curiosità personale, ho vissuto là per 9 anni. Grazie a quell’articolo di Fabristol che mi è piaciuto ho continuato a frequentare il sito.
    Non voglio iniziare un dibattito per cui non risponderò ai commenti di Fabristol e di fabrizio scatena, non offendetevi. E’ che sono pigro e poi non voglio fare propaganda al mio partito, non mi sembra il caso. Rispetto le vostre idee Libertarian e faccio dei confronti con le mie, al massimo ne parlo con qualche ‘compagno’ ma la cosa finisce qui. Devo rispettare anche le idee dei capitalisti, sono costretto a farlo. Il mio ruolo è quello di togliere gente al capitalismo, come potrei farlo senza conoscere bene che cosa fa e che cosa è il capitalismo?
    Per concludere e per farvi conoscere qualcosa di più su di me come persona e non solo come attivista citerò William Blake perchè è anche il mio modo di intendere la vita.
    « The imagination is not a mental State: it is the Human existence itself. »
    « L’immaginazione non è uno stato mentale: è l’esistenza umana stessa. »
    Buone cose a tutti e mi raccomando:
    Non arrendetevi mai!

  7. Angelo on maggio 24, 2017 at 22:55

    scusate devo aver sbagliato qualcosa. ripeto la prima frase.

    Il primo articolo che ho letto in questo sito è stato: -Quando il capitalismo cinese riesce dove il socialismo occidentale non ha potuto- (giugno 2013).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Iscriviti per ricevere i nuovi post via email


 

Iscriviti alla newsletter!

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001 L'Autore, inoltre, dichiara di non essere responsabile per i commenti inseriti nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze non sono da attribuirsi all'Autore.