Manganellate liberali

ottobre 2, 2017 4 Comments
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Se fossi stato scozzese avrei votato no.

Se avessi avuto diritto al voto – da residente fisso in Inghilterra – avrei votato no alla Brexit.

Se ci fosse un referendum su indipendenza della Sardegna voterei – da sardo non praticante – no, ma voterei si per l’annessione della Sardegna alla Svizzera per la formazione del Canton Marittimo.

Se fossi stato catalano prima di ieri avrei votato probabilmente no. Oggi dopo quello che ho visto forse avrei votato si.

Sono molto critico del metodo referendario e delle decisioni prese da maggioranze contro minoranze.

Quello che ne viene fuori è un profilo, il mio, atipico: transnazionalista, panarchico, libertario. E quindi non mi si possa tacciare di indipendentismo quando difendo il diritto al voto dei catalani contro madrileni. Un diritto basilare che sovrasta quelle architetture (prigioni le chiamerei) ottocentesche del Leviatano chiamate Costituzioni. Tutte posizioni che, fino a ieri, presumevo facessero parte del portfolio di libertari (certo!) ma anche di liberali e radicali.

E invece noto con amarezza e un po’ di sorpresa che tra tanti liberali italiani -molti ex-radicali tra l’altro – il tema dell’indipendenza catalana ha suscitato risa, commiserazione e soprattutto cinismo. Si parla di farsa, di referendum incostituzionale, di illegalità (tutti termini badate bene adottati dal franchista Rajoy). Allora, mi pare doveroso fare qualche lezioncina di ripasso a quei ex-compagni radicali e liberali su quale sia rapporto tra legalità e diritto per ricordargli le battaglie vinte e perse del passato (ormai da quando Pannella morto lontanissimo quasi remoto).

  1. la dicotomia legalità-illegalità non è sinonimo di giusto-sbagliato. Tutto quello che è legale è stato deciso da maggioranze (in realtà minoranze ben organizzate) ma questo non evidenzia alcuna “giustezza” della legge. In parole povere legalismo non si sposa con etica. Vorrei ricordare che schiavitù, apartheid, guerre, genocidi erano (sono) legali e a suo tempo costituzionali. E senza andare lontano aborto e divorzio erano illegali. E sono tuttora illegali liberalizzazione droghe, eutanasia ecc. e ovviamente le secessioni. Tra l’altro la cosa buffa e molto, molto triste è che ho visto le stesse persone che supportavano Kurdistan e Tibet liberi appoggiare le manganellate di Rajoy contro civili inermi in Catalogna. Le cosiddette manganellate liberali. Gente che nel profilo ha la Statua della Libertà e non si rende conto che gli USA nascono da un atto di sedizione e illegale. Gente che fino a qualche anno fa parlava di disobbedienza civile che tradotto significa “atti illegali” per evidenziare quanto una legge fosse sbagliata e immorale.
  2. Non puoi essere per la disobbedienza civile e per l’applicazione della legge, quale che sia, allo stesso tempo. Ma soprattutto non si può essere dalla parte di uno Stato che invia 5000 poliziotti in tenuta antisommossa e manganella cittadini inermi. Se fai questo ti metti fuori dalla famiglia del liberalismo (non tocchiamo neppure il libertarismo per carità).
  3. nello specifico spesso si accusa il governo catalano di avere usato metodi sbagliati per referendum indipendentista come se ci fosse un’alternativa legale. Non credete a queste balle: l’alternativa legale non esiste. Catalani o baschi o sardi o veneti non hanno possibilità di scegliere sui temi secessionisti tra metodi legali o illegali perché la Costituzione lo proibisce. E poiché sono minoranze non potranno mai avere maggioranza per cambiare Costituzione. Fine della storia. Niente cavilli costituzionalisti o legalisti. Infatti realtà senza costituzione come il Regno Unito permettono referendum secessionisti.
  4. Molti liberali e ex-radicali/radicali sono pro-Unione Europea e pure il sottoscritto ne esalta -spesso prendendosi insulti- gli aspetti positivi considerandola il meno peggio rispetto agli Stati nazionali ma come si può oggi applaudire a Bruxelles quando ha permesso che il fascista Rajoy manganellasse a sangue, censurasse internet e stampa libere parlando di “questioni interne alla Spagna”? Da che pulpito allora Bruxelles attacca (giustamente) le questioni interne dei suoi vicini di casa come la Russia e la Turchia? Come si può ergere a difensore dei diritti umani quando al suo interno chiude un occhio sulla repressione fascista dei suoi membri?

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4 Comments » 4 Responses to Manganellate liberali

  1. William on ottobre 2, 2017 at 13:32

    BRAVO

  2. fabrizio scatena on ottobre 2, 2017 at 13:53

    Bel post Fabristol, io te la faccio piu’ semplice.
    Secondo me questi liberali (e’ il caso di usare la minuscola) ed ex radicali (e’ il caso di usare la minuscola) nel profondo non ci credono neanche loro a quelle posizioni: probabilmente direttamente, o indirettamente, stanno sul libro paga di qualcuno. Oppure per la posizione lavorativa o la poltrona politica che occupano, che occupano, non possono esprimere sinceramente cio’che pensano.

    Ma e’ soltanto un ipotesi priva di riscontro empirico.

  3. roberto spano on ottobre 3, 2017 at 07:43

    D’accordo al 100%…

    E oltre alla famiglia opportunista (eufemismo) di radical/liberal con etica libertaria a tasso variabile… non dimentichiamo i “compagni” di sx, a tipu il prode “Manifesto”, solerte cavaliere errante raddrizzatore di torti e ingiustizie…. ma anche loro “a tasso variabile”… perché se scoprono che una ingiustizia non è anche “classista”, come qualunque movimento di tipo “nazionale” che mette insieme in una lotta comune “ricchi e poveri” (tanto per semplificare) come accade oggi in Catalogna, ieri in Scozia (senza tacer di Sardegna!!) ecco che i giustizieri di sinistra…. stemperano di molto l´ardore cavalleresco e partigiano…. e se vedono pestare a sangue una signora borghese che vuole votare (a prescindere da come la può pensare ciascuno di noi) per affermare un proprio valore e appartenenza nazionale…. ecco che i “compagni” girano la faccia… non si scandalizzano più… non inveiscono contro i fascio-franchisti… ma si limitano sul loro giornale… a ironizzare sulla “bassa affluenza” alle urne… ritenendo che il 43% di votanti in mezzo alle cariche e alle fucilate della polizia… sia segno di scarso interesse….

    …. e si fanno chiamare “compagni”…

  4. Fabristol on ottobre 4, 2017 at 01:51

    A tal proposito consiglio questo bell’articolo con molti dettagli di Bordin (che in genere non apprezzo per quello che scrive e pensa): http://www.linkiesta.it/it/article/2017/10/02/lindipendentismo-catalano-e-una-sciocchezza-ma-il-disastro-e-colpa-del/35688/

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