Il welfare in Italia è gratis?

novembre 5, 2017 9 Comments
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Approfitto di una discussione avvenuta su Twitter per parlare brevemente della sanità pubblica e della sua presunta superiorità morale rispetto a quella privata. Tutto parte da questo Tweet di Salvo Di Grazia, medico con nickname @MedBunker.

Nel tweet si vede un “invoice” di un ospedale americano dove si evince che per dare un bambino alla madre dopo cesareo per fare “skin to skin” ovvero pelle su pelle esiste un costo. Non sono un esperto quindi non posso pronunciarmi su cosa consista questo servizio ma mi pare incredibile che un medico non sappia che per ogni servizio sanitario corrisponda un costo. Costo del personale, lavanderia ecc. Lo sa bene chi fa i conti per gli ospedali pubblici. E se spulciassimo nei costi degli ospedali pubblici italiani vedremmo lo stesso figure simili per servizi simili. Solo che, appunto, bisognerebbe spulciare perché i costi della sanità pubblica sono nascosti al cittadino comune mentre in USA sono alla luce del sole.

Quando abbiamo chiesto quanto costerebbe invece quel servizio al contribuente italiano non abbiamo ricevuto risposta. Anzi, solo insulti da vari utenti che ci stramaledivano e ci auguravano di morire in un ospedale americano. La domanda era squisitamente economica: la sanità italiana è gratis? Di risposta solo commenti di pancia che alludevano al fatto che volevamo lasciar morire i bambini poveri senza cure. Comunque sta di fatto che TUTTI paghiamo per la sanità attraverso le tasse e non esiste un servizio pubblico gratis. Esiste solo un servizio pubblico che vi nasconde i costi. Heinlein docet.

Questo piccolo esempio ci insegna come la maggior parte delle persone -perfino professionisti di certe categorie – affrontino i temi del welfare con un pensiero magico: pensano che i soldi per pagare i servizi lo stato li trovi sugli alberi, che un sistema privato non abbia cuore mentre quello pubblico lo faccia per disinteressato altruismo. Ma soprattutto molta gente non capisce come funzionino le assicurazioni nonostante lo stato li costringa a pagare quella dell’auto ogni anno. Quella cifra che abbiamo visto nella foto di @MedBunker infatti non la paga la persona direttamente ma l’assicurazione cosi come è l’assicurazione auto a pagare il graffio sulla macchina dopo un incidente. Negli Stati Uniti nello specifico, la maggior parte delle assicurazioni sanitarie sono pagate dai datori di lavoro e solo direttamente dai lavoratori in proprio. Ma la differenza più grande è che negli USA si può scegliere quando pagarla l’assicurazione mentre in altri paesi con maggioranza di sanità pubblica no. E cosi un ragazzo appena uscito dagli studi potrà decidere di non pagare l’assicurazione per i primi anni di lavoro perché sa che le probabilità che abbia bisogno di cure mediche sono minime, risparmiando. Credo che la maggior parte degli italiani non sarebbe felice di pagare l’assicurazione auto quando non si ha… un’auto.

Per chi crede, comunque, che il sistema americano sia vicino al libertarismo si sbaglia di grosso: per prima cosa il sistema americano è ibrido, perfino prima dell’avvento di Obamacare. Il governo copre molte spese di chi non ha assicurazione sanitaria (l’89.6% ha un’assicurazione). Il più grande problema del sistema sanitario misto americano non è la mancata copertura universale, ma l’alto costo dovuto all’intervento dello Stato stesso. Infatti gli USA hanno il sistema sanitario a più elevato costo pro-capite al mondo per tre motivi principali: il costo elevato delle prescrizioni farmaceutiche a causa dei brevetti monopolistici, l’alto costo delle nuove tecnologie e strumentazioni imposto dallo stato; e l’alto costo dell’amministrazione burocratica, uno dei più alti al mondo. Come al solito lo stato trovando una soluzione crea un altro problema.

Vi lascio con un suggerimento per la prossima volta in cui questo discorso della sanità pubblica gratis dovesse uscire di nuovo durante le vostre conversazioni quotidiane. Quando qualcuno che lavora nel pubblico vi dice che il welfare è gratis in Italia chiedetegli: ma allora lei (mettere qui qualsiasi categoria: professore, medico, infermiere ecc.) lavora gratis?

 

9 Comments » 9 Responses to Il welfare in Italia è gratis?

  1. Pierluigi Erriu on novembre 6, 2017 at 11:41

    Anche un giorno di lezione in una scuola pubblica ha un costo, di cui non si sa il valore, e lo paga anche il singolo che non ha figli… come paga anche il costo di trasporto di uno studente, in un mezzo pubblico, uno che usa la propria auto, e così via, si potrebbe elencare tutta una serie di servizi che si pagano con le tasse, e di cui usufruiscono anche gli evasori…

  2. William on novembre 6, 2017 at 16:23

    Bravo Fabrizio come sempre un ottimo post, penso che aggiungerei il costo delle polizze R.C. dei medici ai tre motivi principali dell’elevato costo pro capite. Un OB/GYN nella Dade County (la contea di Miami) paga circa $137’000 all’anno. —- Ma magari me sbaglio
    Comunque è anche incredibile la variabilità dei costi, la moglie di un mio amico che abita a San Francisco ha pagato $40’000 per un parto cesareo contro i $13’000 della fattura nell’immagine.

  3. Nicola on novembre 7, 2017 at 01:10

    Potrei scrivere un libro sulle mie esperienze con la sanità italiana. E sarebbe un libro horror o quasi.
    Nell’ospedale cagliaritano in cui ha partorito la mia compagna, considerato all’avanguardia in Sardegna (il Brotzu, per non fare nomi), siamo stati trattati malissimo, senza alcun motivo, altrochè umanità!

    In netto anticipo sui tempi previsti, avevamo chiesto alla direzione sanitaria di poter prenotare la procedura per la conservazione del cordone ombelicale, di cui si sarebbe dovuta occupare un’azienda privata, ma per il quale è necessario il nulla osta dei burocrati pubblici…
    Ebbene, prima hanno tentato di farci sentire in colpa perchè avremmo voluto crioconservare il cordone ombelicale di nostro figlio, per fini privati (cioè per curare eventuali sue future malattie o comunque per avere una speranza di poterlo fare se fosse mai stato necessario), dicendoci che si trattava di una scelta egoistica, in quanto avremmo sottratto quel sangue ad altre persone che ne avrebbero potuto aver bisogno. Poi al nostro tentare di capire, ci hanno detto che avremmo dovuto pagare un ticket di 500 euro, più altre spese accessorie. Ah la sanità pubblica gratuita!
    Poi abbiamo, sempre con netto anticipo, chiesto informazioni per poter avere la stanza privata al momento del ricovero, perchè la mia compagna si sentiva più tranquilla così, piuttosto che stare in camera con altre 3 persone. Scelta prevista dall’ospedale, che infatti ha nel reparto 4 stanze singole. Peccato che arrivati in ospedale il giorno del parto, le stanze fossero tutte occupate, da persone che non l’avevano chiesto e che non avevano quindi pagato per questo servizio extra. Eh si, perchè questo extra costava 77 euro al giorno di ricovero. Ah, la sanità pubblica gratuita!
    Ma il bello doveva ancora arrivare, perchè dopo aver sbagliato l’inserimento dell’ago per l’analgesia peridurale (che quindi non ha fatto alcun effetto), le hanno indotto le contrazioni (che sono molto più dolorose ed intense, in quel modo), per velocizzare il parto, dato che la dilatazione era già di 4cm.
    All’improvviso poi, ecco il colpo di scena: arriva in sala travaglio una squadra di 4 ostetriche con due altri medici e la chirurga specializzata in cesarei. Mi intimano di allontanarmi dalla stanza (senza alcuna giustificazione), vi si chiudono all’interno con la mia compagna (che quasi sotto choc per i dolori atroci dell’induzione non ricorda nemmeno bene cosa sia successo) e quando escono scopro che le hanno detto che le faranno il cesareo, per sopraggiunte complicazioni che avrebbero messo in pericolo il nascituro. Ma avremmo dovuto firmare un foglio di richiesta dell’intervento, come se lo stessimo chiedendo noi.
    Alla nostra richiesta di chiarimenti, ci hanno risposto in malomodo che se non eravamo d’accordo col cesareo, era sicuramente perchè avevamo letto chissà cosa su internet e che eravamo dei presuntuosi a mettere in dubbio ciò che dicevano loro… Allibiti, abbiamo spiegato in tono pure troppo pacato che stavamo solo chiedendo come mai all’improvviso fosse necessario il cesareo, e che non lo stavamo rifiutando a priori, ma per accettare la loro proposta avremmo quantomeno voluto capire.
    La chirurga allora è andata su tutte le furie, ed ha detto che lei alle 20 finiva il turno e che quindi avremmo dovuto decidere prima di quell’ora di fare il cesareo, perchè altrimenti poi sarebbe stata colpa nostra se fosse successo qualcosa al bambino.
    Detto questo, sono tutti usciti dalla stanza e non ci sono più tornati. Ma proprio tutti, comprese le infermiere del reparto. Ci hanno lasciato soli per due ore e mezza, con la mia compagna in preda ai dolori, che alla fine pur di evitare di continuare a soffrire da sola, mi ha chiesto di chiamare qualcuno e dirgli che avrebbe fatto il cesareo.
    A quel punto sono tornati, ma erano già le 22, e l’hanno preparata per l’intervento. Ad operarla, è stata proprio quella chirurga che aveva finito il turno alle 20.
    Inutile dire che l’intervento è stato un po’ strano: 22cm di taglio, che credo sia una sorta di record o quasi.
    Il bambino, sanissimo e senza alcun segno di sofferenza fetale (al contrario di quanto sostenevano per impaurirci), non le è stato nemmeno dato in braccio, altro che face to face in Italia…
    Finito l’intervento, l’hanno portata nella camera da 4 persone in cui l’avevano ricoverata, nonostante la nostra richiesta di avere la singola, a pagamento. Dopo averle detto che se si fosse liberata una singola, l’avrebbero data a lei, l’hanno messa su un letto sfondato… letteralmente… Tra parentesi, le ragazze che erano nelle stanze singole hanno chiesto di essere spostate nelle quadruple, ma si sono sentite rispondere che non c’era nessuna che volesse fare cambio…
    Io in camera non ero presente (non mi hanno fatto nè prendere il bambino, nè vedere lei dopo il parto) e ho visto quel letto solo la mattina seguente. Mi sono recato nella sala degli infermieri del reparto e ho fatto presenta la cosa. Le inservienti sono cadute dalle nuvole, come se me lo stessi inventando. Ho chiesto loro di seguirmi e di vedere coi propri occhi. Al che, con fare strafottente, sono arrivate in camera e hanno cercato di minimizzare, per poi ammettere che il letto era “un po’ rotto”… e promettere di far arrivare un letto nuovo quanto prima. Cosa che è successa soltanto il giorno delle dimissioni, perchè su quel letto era appena stata ricoverata la moglie di un inserviente dell’ospedale, pronta al parto…
    Tornata a casa, la mia compagna si sentiva strana, con la pancia gonfia e dolorante, e la schiena a pezzi. Tutto normale, secondi i medici e secondo la ginecologa.
    A mesi di distanza, la situazione era perfino peggiorata, ma ancora secondo medici ospedalieri e ginecologa, era tutto normale per una cesarizzata.
    Dopo 1 anno e mezzo di sofferenza, salta fuori la verità: c’era una diastasi delle parerti addominali, da valutare con ecografie specifiche, ma compresa sicuramente fra i 6 e gli 8 cm. In pratica, gli addominali si erano “aperti” e non erano più in grado di tenere nella cavità addominali gli organi interni nel modo corretto, gravando quindi anche sulla colonna vertebrale. Ovviamente la causa più probabile è proprio il cesareo, o meglio, il come è stato fatto quel cesareo.
    Tutte cose visibili anche a profani, come me e la mia compagna, ma non ai medici del settore pubblico, che non volevano vedere i danni causati da quel cesareo fatto male e senza voglia da una chirurga stizzita per aver dovuto fare due ore di straordinario.
    Morale della favola, abbiamo dovuto cercare (ovviamente nel privato, per nostra scelta e perchè nel pubblico chissà cos’altro avremmo trovato…) una struttura e dei chirurghi specializzati in addominoplastica e ricomposizione delle diastasi. A nostre spese, per un totale di 8500 euro, incluse le visite fatte nelle strutture pubbliche, che ormai costano quanto e più di quelle fatte dai privati (provare per credere).
    Ah, la sanità pubblica gratuita, universale e col cuore buono!

  4. Fabristol on novembre 8, 2017 at 22:18

    @ Nicola

    mamma mia Nicola, mi spiace tantissimo per la tua esperienza. Ne ho sentite anch’io di brutte sul Brotzu ma non quanto la tua disavventura. Spero che ora sia tutto a posto.

  5. cachorroquente on novembre 9, 2017 at 12:17

    Allora, sono d’accordo che dire che in Italia le prestazioni sanitarie sono ‘gratuite’ è pensiero magico, e che il sistema americano non è libertario, ma ho molte obiezioni su quanto dici.

    1) lo ‘skin to skin’ è, nella maniera più letterale possibile, gratuito. Non è pensiero magico. E’ come se ti facessero pagare perché un infermiere ti ha tenuto la porta aperta mentre uscivi dal reparto. I prezzi delle singole prestazioni negli USA sono gonfiati in maniera incredibile e truffaldina, perché ‘tanto paga l’assicurazione’ (però poi le assicurazioni aumentano i premi, giustamente*). Non è libertarismo: è crony capitalism (quello che c’è anche da noi in alcune strutture convenzionate, ma in misura incredibilmente minore; negli USA è sistematico). Il sistema, in maniera spiritosa ma documentata, è spiegato in questo video: https://www.youtube.com/watch?v=CeDOQpfaUc8
    2) le ragioni dell’alto costo della sanità USA che citi tu sono tecnicamente vere ma servono precisazioni. I farmaci costano più negli USA, ma non è che in Italia e in Francia sono open source: è che, per legge, i sistemi sanitari americani non possono contrattare sul prezzo con le case farmaceutiche (di nuovo: crony capitalism). E non ti stupisce che l’amministrazione burocratica sia più costosa negli USA che non in Italia (dove i reparti amministrativi sono notoriamente inefficienti e pieni di imboscati)? Questo dipende dal barocchismo del sistema sanitario. Un single payer system è incredibilmente più efficiente, per quanti falsi invalidi possa assumere in categoria protetta.
    3) da un punto di vista filosofico, capisco che tu da libertario sia contrario all’obbligo di assicurazione, che vige in sistemi misti, ma molto più efficienti di quello americano (dove faticosamente sta venendo implementato con Obamacare), come quello olandese, svizzero, tedesco… Da un punto di vista pragmatico la libertà di non assicurarsi è veramente ridicola (così come, d’altra parte, i costi dell’istruzione USA, gonfiati in maniera sproporzionata rispetto alla sua qualità**, che causano i debiti per pagare i quali i giovani non si assicurano). Se hai vent’anni, non sei assicurato e ti viene il diabete o la leucemia sei fottuto. Il pagamento out of pocket, nel 2017, è impensabile. Inoltre, il fatto che le persone più sane non si assicurino aumenta ulteriormente i costi dei premi.

    NB: non voglio fare quello che difende a spada tratta il SSN o l’antiamerikano komunista. E’ un argomento complesso, che conosco abbastanza bene e delle cui criticità sono consapevole. Ma, riassumendo, il sistema sanitario americano ha delle performance notevoli in termini assoluti (in alcuni campi, in particolare in chirurgia e in oncologia, molto meno sulle malattie croniche), ma assolutamente insoddisfacenti rispetto al suo costo(che è un costo reale) e al PIL pro capite. I sistemi sanitari migliori del mondo sono (secondo alcuni commentatori) quelli misti con copertura universale, come la Svizzera, ma ci sono anche sistemi largamente socializzati (come Francia e Svezia) superiori per outcome agli Stati Uniti. I sistemi totalmente single payer, come UK e Italia, stanno vivendo una crisi in questi anni e danno adito a molte sacche di insoddisfazione, ma questo avviene anche perché sono fin troppo efficienti nel ridurre i costi.

    * alla fine è pensiero magico anche credere che, siccome paga l’assicurazione, non ci siano conseguenze per il fatto che mettono un prezzo allo skin to skin; o che siccome l’assicurazione te la paga il datore di lavoro questo non ricada nel tuo stipendio. There’s no such thing as a free meal: te lo devo spiegare io ;)?
    ** perché sono d’accordo che il MIT o gli ospedali universitari americani danno una formazione che ci sogniamo, ma qua stiamo parlando di persone che pagano 40000 euro l’anno per passare tre anni a drogarsi e studiare letteratura francese medievale e queer theory. E’ semplicemente un modo per mettere una barriera all’ingresso degli incarichi dirigenziali (perché poi il laureato al college dimentica il suo major in anthropology and ancient history e finisce nel middle management di una banca). Il valore legale del titolo di studio è SEMPRE classista, ma negli USA (e, in parte, in UK) la cosa raggiunge livelli caricaturali.

  6. Fabristol on novembre 9, 2017 at 13:55

    @cachorro

    grazie del tuo intervento e dei commenti che comunque condivido. Le tue sono precisazioni preziose e sono contento che le abbia elencate cosi bene.
    Alcuni punti:
    1. da qualsiasi punto di vista la si guardi il crony capitalism e’ comunque la fonte primaria degli alti costi. Certo assicurazioni e ospedali fanno cartello ma e’ fisiologico. Cio’ che non e’ fisiologico invece e’ il fatto che i costi d’entrata per servizi a basso costo o addirittura di volontariato siano bloccati sistematicamente da regolazioni e tassazioni volute dal governo (di nuovo crony capitalism che premia i grandi ospedali e le grandi assicurazioni).
    2. da libertario non consiglierei mai a nessuno al mondo di non assicurarsi sulla sanita’ ci mancherebbe, ma sempre da libertario non posso accettare che venga imposta dall’alto.
    3. so bene che i costi dell’assicurazione si ripercuotono sul suo costo ma la mia era una critica generale a chi pensa che in America la gente vada in ospedale e tiri fuori banconote per pagare prestazioni o che -come c’era scritto nei commenti al tweet – se non paghi non ti danno il bambino.
    4. non esiste alcun motivo per cui le assicurazioni sanitarie non debbano funzionare come quelle per auto, viaggi, averi ecc. Il motivo per cui non funziona in USA non e’ perche’ il sistema e’ troppo libertario ma per il suo esatto opposto.

  7. cachorroquente on novembre 9, 2017 at 18:08

    E’ vero che il sistema USA non è troppo libertario, ma è difeso negli USA con argomentazioni pseudolibertarie.

    Sarebbe molto interessante vedere come funziona un vero libero mercato per le prestazioni sanitarie: al giorno d’oggi, è solo un gedankenexperiment perché nulla nel mondo vi si avvicina.

  8. Fabristol on novembre 9, 2017 at 19:12

    Si ma quello e’ un errore di fondo: gli americani pensano di essere un paese liberale/libertario ma non si rendono conto che dopo Wilson e la Seconda guerra mondiale non sono altro che una copia d’Oltreoceano dell’Italia fascista.

    Il sistema che secondo me si avvicina di piu’ e’ quello del mercato delle assicurazioni di viaggio. Sono relativamente libere dalle briglie dei governi (anche se ci sono paletti vari) e coprono cose simili.

  9. fabio colasanti on novembre 12, 2017 at 19:00

    mia esperienza personale: 12 novembre 2017, ho bisogno di una risonanza.
    Tramite il ssn appuntamento tra 2 mesi, a metà gennaio (e sono stato fortunato, ad una persona che conosco l’ecografia di controllo annua alla tiroide -dopo l’asportazione di un tumore- settembre 2018! un anno d’attesa!! in pratica quando la farà deve subito prenotare la successiva).

    Chiamo Villa Claudia, un posto convenzionato qui di roma, e col ticket me la fanno a metà dicembre (la metà dei tempi pubblici)

    da solvente invece (indifferente se pago io o tramite assicurazione) due giorni, al massimo tre, e sono euro 180,00

    Non esiste alcun pasto gratis, come ricorda Antonio Martino, ed il costo dell’intermediazione pubblica in qualsiasi mercato sta nei tempi d’attesa che s’allungano: loro hanno intanto preso i soldi di tasse e intanto una parte dei clienti magari, sperano, è crepata, che sia sanità che sia pensione o altro.

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