I gufi, le domeniche lavorative e la libertà

Quando viaggio in California per lavoro vado sempre da iHop per mangiare. Motivo? E’ aperto 24 ore su 24 e per chi è appena arrivato dall’Europa – con un jet-lag di 8 ore – mangiare a pranzo alle 3 del mattino è impagabile. Chiedo al cameriere di origini messicane se per lui sia un problema lavorare nel turno di notte. “Per niente, anzi sono stato io a sceglierlo. Prima lavoravo come custode. Alcuni di noi sono fatti per lavorare di notte e dormire di giorno.”

Ecco, sante parole: alcuni di noi sono fatti per lavorare di notte. Ed è vero, ho incontrato tante persone che preferiscono lavorare durante la notte (pure il sottoscritto). Si chiamano “night owls” o gufi notturni in italiano e sono un cronotipo molto diffuso ma poco considerato. Le loro vite si spostano verso la sera e la notte perché i ritmi circadiani sono spostati verso le ore notturne. Sfortunatamente la società spesso li obbliga a vivere una vita da “diurni”.

Ora vi chiederete per quale motivo su un sito sul libertarismo si parli di ritmi circadiani, di ristoranti aperti 24 ore su 24 ecc.? Il motivo è semplice ed è incentrato sul concetto di scelta. Francisco -lo chiameremo così – ha scelto di lavorare nelle ore notturne, e per lui non è un problema. Il suo collega, anche lui messicano, non è un gufo come lui ma si è adattato al turno notturno e per lui ora non è più un problema. “Anzi – dice – il turno notturno è meno intenso e se dovessi cambiare lavoro sceglierei il turno notturno”. E lo stesso vale per il lavoro di domenica e sabato, i turni durante Natale e Capodanno e così via. Per alcuni non è un problema lavorare durante questi giorni anche perché non tutti seguono gli stessi calendari religiosi o le stesse festività. D’altronde sono turni, non sono giorni in più in cui i lavoratori sono forzati a lavorare. E questo è un concetto che in Italia non si è ancora compreso: se uno lavora la notte non lavora durante il giorno e lo stesso vale per le domeniche e i giorni feriali.

Il mio lavoro non me lo consente ma se mi dovessero chiedere di lavorare il primo di Gennaio o a Pasqua in cambio di un altro giorno di vacanza ci metterei la firma. E così milioni di altre persone per cui queste feste non hanno alcun significato. Eppure politici, preti e sindacalisti ogni anno ci dicono che il neoliberismo e il turbocapitalismo – che non ho ancora capito cosa siano ad essere sincero- con la liberalizzazione degli orari delle attività commerciali stanno sconvolgendo la nostra società e mettono in pericolo la salute e la dignità dei lavoratori. Per Natale vengono lanciati appelli alla chiusura di centri commerciali. O sui social media spuntano fuori come funghi messaggi e tweet dove si “ringraziano le persone che offrono servizi durante le feste.”. Dovrei ringraziare Francisco perché si sacrifica per me ogni notte? No, ovviamente, questo è il suo lavoro e questo è il suo turno. Non lo fa per me, lo fa per se stesso e per la sua carriera. Così come tutte le persone che lavorano durante Natale e Capodanno non lo fanno per noi ma per se stessi. E così come milioni di altri gufi invisibili perché non hanno sindacalisti che li proteggono come panettieri, pasticceri, camionisti ecc.

Per questi chierici della dittatura tutti devono adattarsi ai ritmi circadiani della massa, ma alcuni di noi -come diceva Francisco – sono diversi.

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