Autore: Luigi

Libertari nella terra dei Variaghi

I’ve met hundreds of libertarians from all over the world lately and I’ve noticed one common mistake most of them make. Most libertarians by default consider their OWN government as the biggest evil in the world. Well, it’s more than…

Vaccini libertari

Avevo iniziato a scrivere le righe che leggerete come commento al post di Fabristol sui vaccini e sul libertarismo. Dopo le prime righe, però, mi sono reso conto del fatto che la mia risposta era troppo lunga per poter essere…

Il nostro più grande avversario

La stragrande maggioranza di voi non ha mai sentito nemmeno il suo nome. Ma se frequentate questo blog, se siete libertari, lui, le sue idee, i suoi progetti, sono la più grande minaccia che si possa immaginare per il libertarismo.…

Caso Stamina: una prospettiva libertarian

“It is not from the benevolence of the butcher, the brewer, or the baker that we expect our dinner, but from their regard to their own interest.” Adam Smith Negli ultimi mesi l’opinione pubblica italiana si è fatta trascinare nell’ennesima…

De Profundis

Guardate con attenzione questo video, e ascoltate le voci di queste persone.
Il “problema Italia” è completamente descritto e rappresentato in questo video.
Da un lato c’è un uomo, un lavoratore, che ara e semina il suo campo, che combatte le sue battaglie in tribunale ( e le vince), che produce e crea, che usa gli strumenti che la tecnologia e la scienza gli offre.
Da un lato, cioè, abbiamo la civiltà.
Dall’altro ci sono dei facinorosi delinquenti che vogliono imporre con la violenza il loro rozzo, disinformato, antiscientifico e retrogrado punto di vista; persone che non hanno la più pallida idea di cosa sia il lavoro ( ma probabilmente credono di aver capito tutto di ciò che ha scritto un filosofo tedesco vissuto più di un secolo e mezzo fa in proposito – e si sbagliano anche in questo) e che non rispettano il frutto di quello altrui.
In un termine, la barbarie.
Ciò che è importante, però, qui, è ciò che manca.
Manca l’intervento di quell’ente che si arroga, a quanto pare solo a parole, il diritto di monopolizzare l’uso della forza.
Manca quell’ente che trae la sua prima e più profonda legittimazione, per alcuni, dal compito assegnatogli di difendere le persone e le cose da aggressioni arbitrarie.
Manca quell’ente che, con la giustificazione che gli sarebbe necessario per assolvere anche a questo compito, chiede a quell’uomo che viene aggredito in questo video di corrispondergli annualmente una somma consistente di denaro, sotto forma di tasse, imposte e balzelli.
Ecco, l’Italia è questo. De profundis per l’Italia.

Il passato che non vuol passare

Fabristol ha, poco tempo fa, postato un’interessante, e per parte mia, condivisibile riflessione sulla pratica dello sciopero, citando in calce una citazione del mai troppo lodato Bruno Leoni. Questa riflessione, in modo assolutamente prevedibile, ha suscitato l’indignazione di un lettore…

Chi ha paura della crescita economica?

La denuncia del vuoto e futile materialismo unisce e accomuna mistici asceti e preti di strada, annoiate aristocratiche e attiviste di sinistra, orgogliosi sostenitori del nazionalismo autarchico e corporativista, fanatici cultori di bislacche teorie esoteriche e tradizionalisti reazionari, così come…