
Di nuovo, un’altra volta, l’ennesima “sting operation” dell’FBI: creare un attentatore islamico, seguirlo per mesi inculcandogli idee estremiste e suicide, fargli credere di avere tra le mani esplosivo e una missione dategli da Al Qaeda, dargli data e luogo dell’attentato e chiamare i giornalisti per vedere l’effetto mediatico che fa. L’abbiamo visto qualche mese fa col caso di Jose Pimentel e l’articolo di Reason dal titolo rivelatore “Is the government catching terrorists or creating them?”. Questa volta è stata...
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